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14/09/09

Commenti

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Pim

Dopo ogni crisi c'è un boom: molti credono che questa regoletta sia automatica e dunque attendono fiduciosi il rilancio dell'economia. E' il nostro stesso governo a infondere questo concetto ottimista nella gente - e d'altra parte ben poco ha fatto per agganciare il Paese al trenino della ripresa economica.
La realtà è diversa: se non governata, la ripresa sarà disordinata, interesserà solo alcuni settori e tanti lavoratori non ne trarranno purtroppo beneficio. Inoltre, più rapida è la fase discendente e tanto più lenta la risalita. Sembra che nessuno l'abbia capito.
Non so se assisteremo ad una rinascita, o piuttosto al ripetersi di antichi mali, segno della mentalità tutta italica di chi l'ha fatta franca e perciò non perde né il pelo né il vizio...

Ciao Irene, buon lunedì.
Pim

Viktor

eh? ma che è "la deliziosa brezza di semplicità"? ci vuole un decoder, per leggere questo blog!

leonardo

Purtroppo la ragione principale di questa situazione stagnante sta nella tua affermazione "Non vogliamo saperne di mettere in discussione il modello sociale e culturale che ci ha schiaffeggiato con violenza". Complimenti e buon lavoro leo

Bud

Il fatto e' che non e' chiaro nemmeno se il "trenino" della ripresa ci sia, altro che agganciarsi ad esso.
L'Economia gia' di per se non e' una Scienza esatta: troppe le variabili in gioco, troppo complessi i meccanismi per essere rappresentabili anche con i piu' sofisticati modelli matematici.
Due giorni fa non solo il Governo ( abbastanza ovvio) ma BCE, Banca d'Italia, Istat e altri pompavano ottimismo, poi all'improvviso il contrordine: andiamo peggio del previsto. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse (putroppo) da piangere. A momenti nemmeno la Borsa, gioco d'azzardo regolamentato(?) che di piu' non si puo', fa piu' caso a queste notizie, e' tutto dire.
La locomotiva USA pare abbia ripreso fatsicosamente a tirare, ma attenzione: fior di economisti dicono che i rischi sono peggiori di quelli del 2008.
Del resto, basta farsi un giro su un qualunque sito che si occupi di Trading, per capire che non e' cambiata proprio una cippa di niente: se volete scommettere e guadagnare il 20% in un giorno (o perdere il 50...) potete ancora farlo, i cosiddetti "derivati cartolarizzati", quelli che poi a volte diventano carta straccia, imperversano ovunque. Evidentemente, troppo potenti (scopro l'acqua calda) sono le lobbies economiche e finanziarie in tutti i Paesi sviluppati per cambiare le regole come promesso un anno fa. Se non ce la fa l'Amministrazione americana, Paese in cui pero' se fai il furbetto il sole lo vedi a quadri per il resto della vita, non possiamo sperare che si possa fare qui, qualunque governo ci sia. Chiaro, quelli di qui sono delle pulci in confronto alle grandi banche USA, ma e' tutto in propozione. Anche le sanzioni, Parmalat insegna.

ivo

per riprendersi e creare lavoro i soldi devono girare, il risparmio serve solo a dare 'un fiato' più lungo personale. Il problema è che come siamo improntati oggi i soldi che spendiamo vanno per lo più ad incrementare un mercato estero asiatico con conseguente spostamento di capitale all'estero; il miraggio di avere di più con gli stessi soldi finirà per farci avere invece molto di meno. Ad oggi la crisi è stata sentita da chi ha avuto la perdita del posto di lavoro (molti purtroppo), chi un lavoro lo sta cercando o chi aveva investito qualche risparmio in fondi o titoli che poi sono andati male, altrimenti non è che si sia poi stravolto tanto. Orientarci a comprare un paio di scarpe fatte in Italia di alta qalità piuttosto che tre costruite in asia di bassa qualità(per fare un esempio) penso potrebbe ridare un pò d fiato alla nostra economia...ma credo sia un discorso molto utopico.

Silvia GM

@ IRENE! Oh signùr, m’hai fatto prendere una paura. Pensavo alla povera signora Lia schiantata
contro un tir, da soccorrere con il 118. Invece poi? Fhhiììù, era una metafora. In effetti di parole da un anno (anzi direi a partire dal fatidico 11 settembre).
a questa parte ne abbiamo ascoltate, sentite, lette e rilette. Ci hanno fatto *na’ capa tanta*. Ogni quel tot di anni c’è un rallentare, un’aggravarsi della situazione. Tutto sta nel valutare i nostri beni quanto grandi sono. Se abbiamo poco, non troppo, se siamo abituati a vivere con un semplice Quanto Basta alle nostre necessità, non è poi così da disperati. Non avendo quasi nulla non perdiamo quasi nulla. Un po’ di filosofia?
**-Trascorriamo la vita sognando un domani diverso.
Accumuliamo denaro nella speranza che un giorno di servirà per vivere meglio e lasciamo passare il tempo nella convinzione che tutto ciò diventi realtà-**
**_ Sii semplice quanto più ti è possibile;sarai sorpreso nel vedere come la tua vita potrà diventare priva di complicazioni e felice._**
In linguaggio moderno?
Prendere un cachè per superare lo choch
nel dimezzare lo chich
scordandosi gli chèques
pagando in cash, fingendo charm fuori da ogni clichè
sperando di non diventare clochard !

irenespagnuolo

Silvia sei un portento!
Frizzantissima...pungente, sottile, poetica e acuta!
Non hai torto, ovviamente. Il concetto di benessere ruota intorno a quello che crediamo, pensiamo, vogliamo. Io credo che una bella regolata dovrebbe farci ritrovare qualche valore in più, qualche emozione in più, qualche stimolo in più...
Auguriamocelo!
Ciao carissima e saluti dalla Lia :)
Irene

irenespagnuolo

Pim, ivo, leo, bud...
Ribadisco quello che ho scritto nel post: le ragioni economiche del crollo e le possibili azioni di ripresa sono valutabili a parer mio sempre e solo considerando anche il nostro modello sociale e culturale... Forse potevamo approfittare della crisi per una revisione profonda di quello che siamo diventati, del costume, delle aspirazioni di vita. C'è un buco umano spaventoso...La crisi economica è causata anche dalle corse sfrenate, dall'accecante obiettivo della ricchezza, dalla disonestà, dagli eccessi, dagli entusiasmi ingannevoli no?
E non vogliamo fermarci a pensare neanche adesso che siamo in ginocchio?!
Mah...

Irene

ivo

E no, Irene, non sono d'accordo. Il concetto di benessere ruota intorno ad una esistenza dove lavorando si può pensare di soddisfare le nostre esigenze, adeguate al nostro tenore di vita. Quello che crediamo, pensiamo e vogliamo ruota intorno alla possibilità di migiorarci lavorando, quel che vorremmo al superenalotto. Una regolata, può soltanto portare a qualche sacrificio e qualche emozione in meno, con conseguente perdita di stimoli ed entusiasmo. Piccolo consigio: non dire a chi ha investito quel che poteva in una attività o in beni o in cosa gli pareva che ora grazie a questa 'regolata' potrà trovare più emozioni o stimoli...non credo che gradirebbe. Ciao.

irenespagnuolo

Ma no, Ivo. Capisco chi ha perso i risparmi. Parlo in termini generali, di aneliti sociali, di costume e cultura. A parer mio ci hanno imbottito di illusioni per ragioni di mero interesse, Ivo. La "felicità" non dovrebbe essere la ricchezza economica non credi? E ci siamo invaghiti dell'idea di passar la vita a scalar vette finanziarie piuttosto che a goderla, accidenti.
I piccoli hanno preso batoste terribili e di questo non sono lieta, ovviamente. Mi riferisco a una "lezione" di ampio respiro, Ivo. Che ci sollevi dalla schiavitù del finto benessere spacciato per vero, accidenti.
Ciao e grazie per i tuoi commenti!
Irene

ivo

Certo Irene. Per me la felicità sarebbe la sicurezza di poter continuare a vivere come ora e vedere i miei figli vivere almeno come ho potuto fare io. Conosco dei 'paperoni':per loro la felicità è solo avere più soldi. Conosco Ambientalisti che la loro felicità sarebbe il bene della natura...e conosco anche industriali e finanzieri che traggono la loro felicità unicamente dal potere, e per avere questo devono guadagnare tanto. Ma i più, la maggioranza, sono la gente comune che chiede solo di poter lavorare per vivere e mantenersi la famiglia...che di lezioni è una vita che ne prendono. Ciao, grazie a te per 'lo spazio' e buona notte!

Pier

Siamo su un treno, senza freni, lanciato a folle velocità, verso qualcosa, come la crisi economica e finanziaria che tutti sapevamo sarebbe arrivata, ma non quando.
Vagoni letto, carrozze ristorante, salotti chic,
carrozze di 1-2-3 classe ed anche carri bestiame, con milioni di persone a bordo. Un Titanic ferroviario ! Questo il modello sociale.

Per quello culturale l'unica speranza sarebbero dei giovani migliori e più preparati ed impegnati di noi. Purtroppo con la scuola che tutti abbiamo contribuito a ridurre nelle condizioni attuali non ci sono molte speranze.

Su questo argomento Irene "romperò" ancora a breve, sembra interessi a pochi.

Buon riposo.

Pier

irenespagnuolo

Pier capisco, ho la tua stessa sensazione da molto tempo...
Molte valutazioni economiche o politiche ma pochissime riflessioni culturali. Anche sulle responsabilità di tutti noi che abbiamo comunque contribuito a ridurre tutto (non solo la scuola) allo sbando...
Preferiamo attribuire la colpa unicamente ai "potenti" ma i governi del mondo sono la nostra espressione, dovremmo pensarci su.
I miei post proprio su questo insistono...
Grazie
Ciao
Irene

Bud

Io sono fondamentalmente d'accordo con Irene ma prima una cosa per Ivo che ha scritto:
"Ad oggi la crisi è stata sentita da chi ha avuto la perdita del posto di lavoro (molti purtroppo), chi un lavoro lo sta cercando o chi aveva investito qualche risparmio in fondi o titoli che poi sono andati male, altrimenti non è che si sia poi stravolto tanto.".
Eh beh, se li metti tutti assieme non e' che siano tanto pochi neh!

La riflessione di Irene e' giusta e la condivido. Ma se parliamo di valori perduti il discorso si fa lungo e dobbiamo guardarci dentro tutti.
Oggi conta apparire, non essere.
Bisogna divertirsi, non sembra avere senso sacrificarsi.
Tutto appare lecito, giusto; nulla deve limitare la nostra libertà.
La nostra vita ci appartiene totalmente, possiamo giocarcela come piu' ci piace.
Una condotta di vita rigorosa e morale e' roba superata, d'antan (salvo in alcusi casi pero').
E' abbastanza chiaro - non mentiamo a noi stessi - che queste idee e queste tendenze non contribuiscono certo a un ritorno a uno stile di vita piu' sobrio, meno dispersivo, meno frivolo, come poteva esserlo quello dei nostri contadini di un tempo ma anche di tutti coloro che con il loro lavoro contribuirono alla ricostruzione del Paese all'indomani dell'ultima guerra.

ivo

Bud: non voglio entrare in polemica, ma mi dici perchè dovrebbe essere meglio uno stile di vita "piu' sobrio, meno dispersivo, meno frivolo, come poteva esserlo quello dei nostri contadini di un tempo" Di quello odierno? Praticamente tutte le conquiste sui valori umani e sociali sono state deleterie, inutili? Eppure non vedo oggi, anche nel bel mezzo della crisi gente che muore di fame o che chiede l'elimosina all'angolo come invece si poteva trovare (stando ai racconti) nel dopoguerra dei grandi valori etici e morali. Dove davvero contava chi aveva più soldi, i diritti cosa riservata a ben pochi e cosa diceva le chiesa era legge...tanto per fare due esempi. Bah!

Bud

Nemmeno io voglio entrare in polemica. Anche perche' sono un tipo tignoso e questa non e' la sede adatta.
Ma non mettermi in bocca cosa che non ho detto e non penso, quali ad es. che le conquiste umane e sociali sono deleterie. L'accenno alla societa' dell'immediato dopoguerra era un esempio, di un epoca in cui secondo me proprio alcuni di quei valori umani e anche sociali erano ancora sentiti dai piu'.

E' vero, c'era molta miseria dopo una guerra lunga e devastante; oggi nessuno muore piu' di fame in Italia; ma non mi dire che quelli che hanno i soldi allora contavano e oggi no.
E' indubbio che c'e' stato molto progresso, non soltanto materiale. Che c'e' piu' liberta', piu' diritti per tutti. Ma a volte si confonde la liberta' con un libertarismo che alla fine non porterà da nessuna parte. Tutto qui, questo volevo dire.

ivo

Certo Bud, solo che ho preso spunto dal tuo commento per rimarcare i vantaggi ottenuti rispetto a quando c'erano i 'valori trdizionali' di una volta che ora vanno tanto di moda. Non dimentichiamoci che nella prima metà del secolo scorso, quando i valori erano sani e sobrii, ci siamo imbarcati in ben due guerre; alleandoci pure coi nazisti...

Bud

Ma che c'entra Ivo. Fu Mussolini che decise l'entrata in guerra, mica il popolo italiano. Da come scrivi tu, sembra che la rinuncia ai valori abbia consentito i vantaggi in termini di progresso e di liberta' di cui oggi godiamo. Non e' cosi', e quanto poi al fatto che questi valori di una volta vadano cosi' di moda non so proprio dove lo vedi.

ivo

Urca, Bud, un'attimo prima eri ""fondamentalmente d'accordo con Irene"" nel dire :""Preferiamo attribuire la colpa unicamente ai "potenti" ma i governi del mondo sono la nostra espressione, dovremmo pensarci su."" ed ora già non centra più nulla e la colpa dell'entrata in guerra è solo di mussolini?....E poi, è dall'inizio del blog che sento tutti aver nostalgia dei vecchi valori persi...nei tuoi post si sprecano questa affermazioni! Se non è andare di moda questo...bo?

gobettiano

verrà, verrà un nuovo equilibrio. Inanto il futuro ci riserva sorprese non piacevoli nell'immediato e pensare di tornare rapidamente all'ante-crisi è una pia illusione.Ce ne accorgeremo tutti. Volenti o nolenti.
luigi

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