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29/05/09

Commenti

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Antonio Cracas

Tutto vero Irene,

condivido la tua analisi. Infatti non avrei pubblicato i miei libri se mi fossero stati chiesti dei quattrini.

Ma mi sorge sempre la domanda: chi è il "sistema"? Se l’italiano medio (termine che detesto, ma che piace agli intellettuali) non legge, chi va a comperare i libri esposti nei supermercati dalle grandi catene? Ed i colti alternativi, gli editori scopritori di talenti, perché si rivolgono agli scrittori stranieri? Sono sempre e comunque più bravi? Ti do un consiglio: firmati Iren Spanish, magari troverai qualche editore “intellettuale” che vorrà pubblicare i tuoi scritti. Il problema vero è che non si salva nessuno: il dio denaro piace a tutti, anche a quelli che volevano cambiare le cose e forse, a mio parere, hanno contribuito ad un ulteriore deterioramento: ad esempio, in altro ambito, le coop non sono così diverse da altri gruppi commerciali.

Ciao

irenespagnuolo

Antonio a rovinare le piccole librerie, i lettori e i piccoli editori onesti (credo esistano pure questi) sono le grandi case editrici che aprono direttamente i loro megastore, non i supermercati.
Comunque sui riferimenti, amaramente, concordo.
Il "sistema" siamo proprio noi, of course. Ottusi, ciechi e sordi oltre ogni speranza...Possiamo dare colpi a destra, a manca e al centro. Non sbaglieremmo. Ovviamente dobbiamo anche prenderle, le botte, le meritiamo.
Ciao, grazie
Irene

gobettiano

Non conosco questo mondo. Rimango solo allibito osservando che nelle librerie sono sempre jin primo piano le 'ultime opere' di scrittori, preferibilmente stranieri che hanno una intensa produzione in serie. Insomma, roba che letto un libro li hai letti tutti.
La cosa impertante però, come hai ben osservato, che chi coltiva un sogno letterario, non si perda d'animo e continui a sognare. E' segno di crescita e di miglioramento.
luigi

Fino

Irene,hai messo il dito sulla piaga.
Mondadoi,Feltrinelli e Rizzoli stanno ormai strozzando il mercato.
Le Messaggerie con il loro fiume di denaro hanno in mano una grossa fetta dell'editoria.
I piccoli editori onesti esistono. Sopravvivere per loro è difficile.
Un caro saluto
Fino

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