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09/04/08

Commenti

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Antonio Cracas

Irene,
credo che la gran parte degli italiani sottoscriva questa lettera: io sicuramente. Il dramma vero l'hai espresso tu. A chi ci dovrebbe rappresentare interessa solo il potere, giocando da troppi anni sulle nostre spalle. Multinazionali che affondano, super banche che si accorpano per detenere il mercato, assicurazioni che sono banche e banche che sono assicurazioni. Aziende statali che vanno in rovina Aziende private che dividono gli utili quando ci sono e che chiedono prestiti statali quando i manager non hanno saputo creare utili. Ma dove sono i manager che hanno mandato a picco Alitalia? Vogliamo nome e cognomi, devono risarcire i danni arrecati e non prendere le buone uscite! E’ ora di finirla!| Ognuno si prenda le proprie responsabilità, in funzione della mansione e della retribuzione.

Scusa lo sfogo, ma la tua lettera ha toccato molti nervi scoperti.

Brava come sempre.
Antonio

cenerentola

Leggo sempre con molto interesse i tuoi post che spesso sono profonde e raffinate analisi sociologiche. Quest'ultimo mi ha messo i brividi. Sarebbe bello che i destinatari di questo accorato appello lo leggessero veramente e ne facessero tesoro.
Solo un appunto: la cultura di egoismo, arrivismo e scorrettezza e' cosi' diffusa (come dici giustamente tu) che non credo bastera' un buon governo per sovvertire lo stato delle cose. Ma me lo auguro!

luigi

Lettera "sentita fin nei precordi",lo si avverte leggendola. Non so cosa accadrà ma sarà figlio del voto che tanti italiani cui pure indirizzi la lettera, di quegli italiani di cui qualcuno dice che la classe politica è immagine. Perintanto, speriamo che ci aiuti ilfamoso "stellone italico".
luigi

giulia

Sono d'accordo con quanto dici, ma non riesco ad accomunare Veltroni a Berlusconi. Veltroni mi convince poco, ma l'altro è davvero pericoloso che prenda il potere per la mancanza totale di senso dello stato, per i suoi interessi personali e per la gente che sale sul carrozzono.
Di là non c'è nulla di nuovo, ma sicuramente nonn raggiungiamo i livelli della destra... Almeno spero. Un abbraccio, Giulia

mauri

cara irene,leggo quando posso i post tuoi e anche degli altri blogger sulla stampa perchè sono carichi di sentimento,eprimono libertà di pensiero e interesse per una società giusta.Sono però molto pessimista su ciò che succederà dopo le elezioni,
ciò che hai scritto ai leader dei maggiori schiramenti scivolerà sulla loro pelle senza intaccarla.Dopo ricomicerà il balletto solito di meriti e colpe e clientelismo a discapito di
noi cittadini normali.
A proposito del post tuo sulla collaborazione pagata ai blogger,penso che,quando il grande fratello vedrà salire l'interesse per i blog vorrà controllarli e non solo usarli.Buona giornata.

Ste

Hai perfettamente ragione quando dici che ogniuno deve fare la sua parte, tutti devono recuperare il "senso dello stato", anche al nostro livello. Ma se già la classe dirigente non da l'esempio, come può il popolino fare il salto di qualità?
Sono immensamente sfiduciato. Andrò a votare solo spinto dal pensiero di coloro che sono morti per conquistarci il diritto al voto. Diritto che l'attuale legge elettorale ci ha in grande parte sottratto.
Ciao.

Pim

Sottoscrivo, dalla prima parola all'ultima.

Fino

Esistono ancora delle differenze. Veltroni e berlusconi non sono la stessa cosa.
Anche se Veltroni potrebbe fare di più, Berlusconi è un pericolo per l'Italia.
Buona serata, Fino

Pietro

Condivido pienamente, Irene. Sono convinto (leggendo il giusto commento di Giulia) che "la mancanza totale di senso dello Stato" di certa destra e "lo statalismo totale" di certa sinistra sono ugualmente perniciosi e alla fin fine si equivalgono.

Un cordiale saluto

Pietro

irenespagnuolo

La lettera secondo me, scusate l'immodestia, è chiarissima.
Non intendo equiparare persone o programmi. Solo esprimere forte e chiaro un disagio che vale per le orecchie di uno e dell'altro.
Lieta di aver trovato molti concordi...
Mi auguro che non sia stata letta solo dai frequentatori di questo blog.
A me, come qualcuno ha notato, è uscita dal cuore ma anche dalla testa. E' "pensata". Peccato che non abbia diffusione...
Irene

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