« Un sorriso | Principale | Amori e languori »

19/11/07

Commenti

Feed Puoi seguire questa conversazione iscrivendoti al feed dei commenti a questo post.

Fabrizio - ikol22

Qualche volta temo che la risposta a quei "chissà" non porti che a piccoli numeri tanto è l'effimero che traspare... Mi conforta tuttavia la consapevolezza di non essere e non essere stato il solo uso a queste riflessioni.

cenerentola

Irene, mi ripropongo di non farti complimenti quando commento, ma e' quasi impossibile, pero' ci provo.
Sai, in alcune tue righe, sembra che tu legga nel pensiero (nel mio almeno). Nel periodo in cui assistevo mio padre malato, ci davamo il turno, io e le mie sorelle, durante il giorno e durante la notte. Sono stata con lui l'ultima sua notte di capodanno, e con il cuore a pezzi pensavo alla sua tragedia (alla nostra tragedia) in quel momento, a come sarebbe stato l'anno nuovo senza di lui (sapevo che non sarebbe stato con noi ancora per molto) e all'assurdita' del mondo che in quel momento festeggiava l'arrivo del nuovo anno. Pensavo a quanti in quel momento erano realmente felici, a quanti invece erano nella nostra situazione o, semplicemente, a quanti, non riuscivano ad essere felici nonostante l'occasione lo imponesse.

Un abbraccio

Piero

"Ti chiedi se la folla si accorge di qualcuno in evidente stato di disagio".
Mi sa tanto che ognuno è talmente immerso nei propri pensieri da non accorgersi degli altri.

Gian Contardo

Dietro una maschera c'è la realtà di una vita, unica e irripetibile come tutte le esistenze.
Dietro una maschera ci può essere la conferma di un dolore trattenuto con dignità oppuure lo squallore di un'anima arida che ha perso uno dei doni più grandi che ognuno di noi può ricevere: quello di commuoversi, quello di soffrire per gli altri.
Dietro una maschera, c'è l'universo intero, con le sue infinite sfaccettature.
La maschera è una botola: sollevarla è spesso la più sgradevole e imbarazzante delle fatiche; sotto di essa puoi vedere scorrere il fiume carsico delle miserie umane, nel quale si specchia il tuo egoismo, la tua insensibilità.

IRENE: un luogo comune dice che è più bello dare che ricevere. Ebbene, carissima, come blogger trovo più bello, più emozionante scrivere commenti a quanto scrivi che redigere i miei post.
Grazie di esistere: non so se il mondo si accoge che tu lo abbellisci; di sicuro, da quando ti leggo io sono migliore.

luigi zoppoli

E' bello leggerti Irene. Riesci a dare nobiltà anche a comportamenti ed atteggiamenti che rispecchian solo i drammi, le miserie,le bassezze e le pochezze umane. Ed acutamente cogli il senso delle cose: la voglia di esorcizzare mischiandosi tra la folla del "tutto bene madama la marchesa" usato come gomma da cancellare per ciò che è viceversa indelebile. Come se il sacchetto dello shopping rappresentase la soluzione di qualunque cosa. Fino al ritrovarsi da soli in casa a fare i conti con la realtà.
E' davvero duro e fa il paio con le famose maschere che, sui blog o nella vita, indossano coloro che tentano di nascondersi la realtà. E' un peccato per loro.

irenespagnuolo

Che belle parole per descrivere lo sconosciuto mondo che sta sotto la maschera Gian Contardo !
Rivelano tutta la tua acuta e profonda percezione della vita...

Grazie a tutti.
E non solo per i graditissimi e sempre generosi apprezzamenti!
Grazie soprattutto per lo spessore umano che dimostrate, fonte inesauribile della mia speranza e del mio entusiasmo...
In un mondo che corre e scorre in superficie che spirito prezioso è il vostro! Grazie, almeno qualcuno è vicino a me e ai miei pensieri...

Abbraccio collettivo!

Mayra G Louis

ciao Irene, fa sempre riflettere il tuo scrivere, scava dentro il tuo punto di "vista" che non è mai a caso, ma nasce da un profondo sentire...
C'è un sotive velo di sarcasmo, che si veste di ironia per non appesantire la tua vita, ma il sapore che mi lascia è amaro, come se oltre quella gente, c'è un individualità che ti ha toccato, ferito, deluso...
non tutta la gente è solo folla, e tu lo sai!
Ti abbraccio forte
Mayra

Pim

Una riflessione che mi appartiene. Molti anni fa dovetti trascorrere in ospedale le feste natalizie. Dalla finestra della camera guardavo come in un film muto la gente che si affannava per le strade, le mani ingombre di pacchi e pacchetti. La invidiavo, perché in quel momento non mi era concessa la stessa libertà. Però capivo che non era felice, anzi appariva nervosa, stanca, stressata. Non alzava lo sguardo, non mi vedeva, non vedeva che la vita è altrove...

michimaus

Irene,

io nella folla con i miei occhi intravedo sempre le morbide e sinuose rotondità degli altri

Pier Luigi Zanata

E' sempre godibile leggere i tuoi post. Sono scritti bene e esprimono sentimenti, emozioni che fanno pensare, ma sempre problematici e intrisi di una vena di pessimismo.
E' vero la vita e' piena di problemi, i tuoi chissa'.
Problemi, problemi, problemi!
Ne siamo assediati, ci piombano in testa ogni giorno. Ne faresti volentieri a meno. Ma visto che non è possibile, la mia filosofia, forse dettata dall' esperienza, dall' eta', la mia formazione culturale e professionale, l' essere appassionato di studi filosofici, esoterici, e' quella di affrontarli nel modo migliore: trasformandoli in occasioni di crescita personale.La stessa etimologia greca della parola, proballein, che significa “gettare oltre”, lascia intuire il reale significato dei problemi: qualcosa che ci fa andare oltre i nostri limiti, che ci aiuta a gettare il cuore oltre l’ostacolo. In questo modo i problemi mi fanno migliorare: espandono le mie capacità. Perché sono sfide che devo vincere. Amo le sfide. I problemi no: sono una brutta gatta da pelare. Ma la sfida è qualcosa di eccitante, di stimolante. Ecco perché chiamo sfide i miei problemi.Stai pensando: ma cosa cambia, è solo una questione di parole! Eh no! Le parole sono pietre. Sono il modo con cui etichettiamo la realtà; e attaccarle un’etichetta piuttosto che un’altra può cambiare tutto.
Non sono poi insensibile agli altri. Cerco di comprendere cosa passa nella loro mente. Mi sforzo di intuire i loro chissa' e quando sono certo di non invadere la loro intimita' insegno loro ad affrontare le sfide.
Ho sempre davanti e faccio in modo che anche gli altri l' abbiano un insegnamento di Gandhi:
''Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo''.
Un abbraccio PL

irenespagnuolo

Pier Luigi sono momenti...
Talvolta la sensibilità gioca il brutto scherzo di vedere oltre, oltre, oltre e allora un pizzico di pessimismo è naturale. Ma non è nero, credimi. Non riesce mai a togliermi entusiasmo nella vita e per la vita.
Comunque apprezzo molto il tuo atteggiamento, positivo ed energico...
Diciamo che i problemi spesso non sono altro che occasioni di crescita personale, d'accordo.
Continuamo però a ricordare che certe situazioni e gli stati d'animo che ne derivano sono altro...e non sempre sono sfide che puoi cogliere con forza e coraggio!
Grazie, un abbraccio
Irene

irenespagnuolo

Non tutta la gente è solo folla, e tu lo sai!
Lo so Mayra...per questo conosco anche la gioia.
Ciao ciao :))
Irene

Pim...è questo il punto: spesso la vita è altrove e noi invece vediamo tutti affacendati in un "qui" incomprensibile...

Ste

Bel post.
Confesso che anche io tante volte, guardando una folla in movimento o una città magari da un punto elevato, sono stato attraversato dal pensiero: quante storie, quante vite, quanti sentimenti ho di fronte. Quasi fa paura.

I commenti per questa nota sono chiusi.