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20/09/07

Commenti

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Gian Contardo

Ci sono molte sfumature nel dolore; ci sono molte sfumature nell'elaborazione del dolore, nel modo in cui lo viviamo.

Non c'è una ricetta valida per tutti, valida per ognuno, perché l'individuo, nella sua preziosa e irripetibile unicità, vive la vita in maniera diversa da tutti gli altri, anche se simile a molti altri.

Affrontare il dolore? Accettarlo per scioglierlo nel futuro o convivere con esso serenamente nel futuro?
Non a tutti è possibile: qualcuno ci riesce subito, qualcuno dopo qualche tempo, qualcun altro mai.

E allora ben venga il metterlo da parte per un po', l'anteporre ad esso la quotidianità che "tiene occupata la mente".
Purtroppo, a volte, un dolore viene assopito da un altro dolore; e allora l'anima rimbalza da uno all'altro e continua a dirsi che un dolore più sopportabile dell'altro, salvo poi, anche solo dopo cinque minuti, rovesciare la gradazione del giudizio.

Un dolore vero, sinceramente provato, può paradossalmente diventare una specie di espiazione, un modo di sopportare un vuoto che è venuto a crearsi. Quando perdi una persona cara o quando finisce una storia, prima o poi viene sempre il momento in cui ti accorgi di non soffrire più o di soffrire meno, in cui ti scappa una risata per qualcosa che accade nel mondo o un sorriso per qualcosa che accade dentro di te; e allora provi sgommento, ti semti in colpa per non provare più quel dolore che per te significava restare attaccato a quella persona o dare ancora un senso a quella storia: anche questa è una forma di dolore.

Pim

Sembra che tu abbia scritto questo post su mia commissione...
:-)
Però non mento a me stesso, sono consapevole che le cose potranno cambiare. Non qui, non ora, ma qualcosa accadrà.
Intanto sorrido. Sì, un po' per depistare gli sguardi altrui, ma soprattutto perché affronto la vita con leggerezza (che non è sinonimo di superficialità).
Forse il segreto per non cedere allo smarrimento è proprio questo. Saper riconoscere i piccoli e i grandi momenti di gioia, abbandonarsi ad essi, viverli fino in fondo. E progettarne di nuovi, come una terapia antidolore.

stefy

A volte si cerca proprio di non vedere o parlare di cose dolorose perche' cosi' non esistono !! E' un modo naturale ed istintivo di difesa dell'essere umano; cosi' fanno i bimbi: si coprono il viso perche' se loro non vedono te,tu a tua volta non li vedi. E sorridiamo agli altri perche' non vogliamo vedere sul loro viso, come in uno specchio, il riflesso della nostra realta'.
Ti abbraccio,esploratrice instancabile dell'animo umano.
Stefy

irenespagnuolo

Stefy...
esploratrice instancabile dell'animo umano mi definivano solo gli intimissimi...
Caspita, che complimentone !
GRAZIE GRAZIE GRAZIE
Irene

irenespagnuolo

Si Pim per fortuna anch'io non sorrido solo per depistare gli altri...
Talvolta sembra incredibile, ma amo la vita.

Eh, eh ... scrivo bene su commissione ?!?

donnanonmoderna

Accade che qualcosa a volte ci sembri insopportabile e ci chiediamo se ne usciremo mai lasciandocela alle spalle, io penso che in quesgli attimi si deve scendere fino in fondo al dolore, dilaniarsi l'anima con le unghie e con i denti e poi pian piano ricominciare a risalire verso la vita...ciao Irene carissima...
Carmela

dragor

Cara Irene, uno scritto sensibile e profondo come solamente tu sai fare.
A proposito di questo argomento, hai visto che cosa sta succedendo a Silvano?

dragor (journal intime)

irenespagnuolo

Gian Contardo un dolore può accompagnarti per tutta la vita. E magari sai in partenza che non potrà lasciarti mai...
Il punto è vivere, "comunque".
Talvolta, paradossalmente, altri dolori ti aiutano a sopportare quello che è sempre lì pesante e incombente...

irenespagnuolo

Ciao Carmela :)) un bacione

Ciao Dragor, che succede a Silvano ?!

dragor

Irene, leggi sul suo blog

dragor (journal intime)

irenespagnuolo

Si si sono andata subito Dragor...mi spiace tantissimo.
Grazie :)

tio

Ciao Irene,

sei libera stasera? :-)

stefania

mio figlio 15 anni linfoma ai polmoni quarto stadio.il 21 setembre 2008 la mia vita è crollata 10 giorni di vita non di più.il mio strazio il mio dolore non mi ha fatto neanche piangere solo volevo morire. senza speranze senza mia madre che mi aiutasse solo io e mio marito ci suamo stretti
forte con la consapevolezza
di quello che stava succedendo.un oiccolo ufficio 1 medico 1 infermiera per dirci di prepare tutto e chiamare i parenti. io sono saltata dalla sedia e hò detto non esiste fede torna a casa nostra nella sua camera con i suoi amici la sua cagnolona pimpi, voi siete pazzi. èpassata un anno giusto fede è cintura marrone di yudo, lotta và a scuola, và in motorino mmi fà incavolare, ma è a casa ha lottato abbiamp pregato, anche prima pregavamo ma in cuor mio sapeva che era forte.
quanta chemio maledetta , quel trapianto doloroso da morire, tutta la radioterapia ma forse dico forse perchè in un giorn ola vita non è più tua.federico è vivo e noi siamo tranquilli ma sempre vigili . il mio sorriso era la gioia e lui per noi e il nostro tesoro, visitate il suo blog, ciao stefy

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